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Il Ritorno della Dea

Gli Argenti di Eupolemo

Dopo essere stati a lungo esposti in giro per il mondo, da New York a Roma, da Palermo a Shanghai, gli straordinari argenti di Morgantina sono finalmente tornati a casa e si possono ammirare nella nuova sezione espositiva del museo archeologico di Aidone, in provincia di Enna.

I 16 eccezionali pezzi di argenteria, conosciuti anche come il «Tesoro di Eupolemos», sono raffinate opere d’argento e lamina d’oro di epoca ellenistica (III secolo a. C.): piatti, contenitori votivi, coppe e vasi.

Gli argenti furono trafugati dall’antica città di Morgantina (oggi Aidone) dai tombaroli, venduti a collezionisti ed esposti per anni nei musei statunitensi.
Fu poi il ministro della Cultura Francesco Rutelli che, nel 2007, siglò l’accordo bilaterale fra Italia e Stati Uniti per la restituzione di una serie di opere sottratte illegalmente dal nostro Paese.

Col ritorno della Venere in Sicilia, la Villa del Casale di Piazza Armerina, la provincia di Enna, vanta anche il sito di Morgantina. Per la provincia, questa, è una grande occasione di riscatto per poter diventare un polo d’eccellenza turistico e culturale.

L’allestimento prevede, insieme ai sedici pezzi d’argento dorato, l’esposizione di una raccolta di reperti inediti provenienti dall’abitazione di Eupolemos (III secolo a.C.), recuperati durante le campagne di scavo degli anni novanta dirette da Malcolm Bell.
In mostra, accanto agli argenti, saranno infatti una grande arula (altare domestico), vasellame da mensa, anelli, spatole e stiletti in bronzo, vasetti miniaturistici e due “singolari” monete separate da duemila anni di storia.
Si tratta di una sikeliotan, la moneta coniata proprio a Morgantina intorno al 212 a.C. con l’effige di una dea, Persefone o Demetra, e una moneta da cento lire del 1978 con la dea Atena e l’ulivo. Un prezioso indizio per gli archeologi-investigatori che, in un colpo solo, hanno potuto datare gli argenti di Eupolemos e gli ultimi scavi clandestini che per trent’anni hanno sottratto preziosi tesori alla Sicilia.